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Liturgia (laica) delle parole

Fino a qualche tempo fa, per quasi un anno, ogni giovedì ci siamo dati appuntamento in Piazza Duomo a Milano, per ricordare i morti in mare.
Lo facevamo conformando un girotondo, preso in prestito dalle Madres de Plaza de Mayo, in Argentina. Quelle pazze meravigliose che si rifiutarono di dimenticare nei tempi dell’amnesia obbligatoria.
Ogni tanto ci fermavamo, senza nemmeno darci un segnale, e uno dei poeti leggeva una sua poesia, un brano, un testo qualsiasi. Poi proseguivamo.
Alla fine – non importava quanti eravamo, se piovesse o nevicasse, se la nostra voce si fosse sentita nella baraonda generale di una città che correva all’impazzata, senza guardarsi intorno – siamo sempre rimasti con la sensazione che quel rituale collettivo avesse avuto più forza, più senso, di tante recite nei posti convenzionali.
Stavamo lasciando un segno.

Oggi torniamo a girare, in senso antiorario, come facevano loro, le Madres, come se potessimo riandare il tempo, per tornare a quello nel quale la cultura non veniva lasciata alla sua sorte, come se a nessuno importasse della sua assenza.
È storia della nostra storia: quando i poeti tacciono è sempre il preludio di una lunga notte.

Per questo ri-cominciamo a dar vita alla nostra Liturgia (laica) delle parole, alla stessa ora in cui nelle chiese si celebra la messa. Con le stesse norme di sicurezza. Con la stessa passione. Lo stesso amore per la vita.

Noi saremo lì.
Ogni sabato alle 15, in Piazza Duomo, proseguendo in galleria Vittorio Emanuele, per finire in Piazza della Scala, davanti al portone del Comune, che dovrebbe essere la casa di tutti noi.
Speriamo di vedervi.

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Ben venga Maggio – 2021

Dieci anni fa nasceva il primo Festival della Letteratura di Milano. Un sogno collettivo nel quale, allora, in pochi credevano. Lo abbiamo fatto senza mezzi, senza appoggi da parte delle istituzioni (anzi), e senza referenti politici.
Semplicemente mettendo la nostra miglior energia al servizio di un’idea: collegare gli spazi con le persone, e queste persone con altre ancora.
Luoghi e voci – corpi, strumenti, mani, pennelli, fotocamere, cineprese – che da tempo si stavano cercando e finalmente s’incontravano.

Siamo nati liberi – poeticamente indipendenti – e, se mi perdonate un moto di orgoglio, essere rimasti tali credo costituisca il nostro più grande successo.

Qualche anno più tardi, nel 2016, per una proposta di collaborazione di un ramo dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano – che finalmente avvertiva la nostra presenza – abbiamo creato il Festival Internazionale di Poesia, al Mudec, Museo delle Culture.

Oggi, nel bel mezzo di un evento epocale che da troppo tempo tenta di ridurci al silenzio, decidiamo sia arrivata l’ora di uscire all’aria aperta, di guardarci negli occhi, di parlare con le nostre voci, di lottare, tutti insieme – con tutti i mezzi a nostra disposizione – per un diritto irrinunciabile chiamato Cultura.
Cioè, “quell’insieme dei tratti distintivi, spirituali e materiali, intellettuali e affettivi che caratterizzano una società o un gruppo sociale, e include – oltre alle arti e le lettere – modi di vita e di convivenza, sistemi di valori, tradizioni e credenze”, come stabilisce l’Unesco.

Ben venga Maggio”, quel mirabile verso che il Poliziano ci donava, cinque secoli fa, diventa il nostro “gonfalon selvaggio…”. La nostra dichiarazione d’amore alla vita.
Il nostro decidere, dopo tanto gelo, che la primavera è appena cominciata.

L’intero mese di maggio lo dedichiamo a questo: Festival della Letteratura e Festival Internazionale di Poesia di Milano, insieme.

Vi chiediamo, come abbiamo fatto sempre, di mandarci le vostre proposte.
I posti dove gli eventi saranno fatti potremmo deciderli strada facendo, d’accordo con i parametri e le norme dettate dall’emergenza in corso.
Se i teatri e le sale ci saranno ancora vietati, celebreremo i nostri riti nei parchi, nelle piazze, nelle strade, nei cortili, nei terrazzi… ovunque ci sarà la possibilità di incontrarci, con il dovuto rispetto per le norme, ma guardandoci negli occhi, cercando di riempire con la poesia quel metro e più di assenza che le circostanze ci impongono.

La mail dove mandare le vostre idee e le proposte di collaborazione è la seguente:
benvengamaggio2021@gmail.com

Venite con noi. Il viaggio è appena cominciato.

Milton Fernández